Inaugurazione “Humanitas”

opera di Antonio Marchetti


Il giorno 4 Ottobre alle ore 18.00 presso l’Auditorium Leonardo Petruzzi, in via delle Caserme, 56 si terrà l’inaugurazione dell’opera di Antonio Marchetti, Humanitas (2010/11), in occasione della donazione da parte dell’Archivio Cardi Marchetti Fagnani Pani di Rimini al Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara.
Interverranno il Dott. Roberto Marzetti, Presidente della Fondazione Genti d’Abruzzo, gli Architetti Antonio Michetti e Massimo Palladini.

Antonio Marchetti artista, scrittore e intellettuale di origine pescarese, scomparso nel 2013, operò lungamente dagli anni Settanta nel territorio abruzzese, anche se la sua vita e la sua attività si svolse nei decenni successivi altrove.

Partecipò a Pescara a mostre importanti, quali storiche edizioni di Fuori Uso presso l’Aurum, fu presente alle esposizioni internazionali d’arte Alternative attuali (curata da Crispolti), Convergenze (per la cura di Cerritelli), Trasalimenti (curata da Di Pietro), rispettivamente nelle sedi di l’Aquila, Colonnella e Castelbasso. Partecipò nel padiglione Italia, nella sezione Abruzzo, alla 54° Biennale di Venezia.

Ricordiamo inoltre che una scultura dell’autore venne installata e a tutt’oggi campeggia sulla facciata del Museo delle Genti di Abruzzo, progettato dall’Architetto Antonio Michetti.
La sua attività di scrittore che, nel 2015 ricevette l’attenzione dell’ Assessorato alla cultura di Pescara, con la presentazione del libro, Disegno dal vero, annovera diversi volumi di argomento pescarese: Pescara. Ennio Flaiano e la città parallela, Unicopli, Gineceo, Edizioni il filo, Uomini pescaresi in Disegno dal vero, Pendragon.

Humanitas, che avrà sede permanente nel Museo, si inserisce nella vasta produzione dell’artista, intonando un tema ricorrente nella sua opera: il volto, esplorato in un caleidoscopio di espressioni, a comporre una mappa di varianti; di sguardi addolorati, ammiccanti, beffardi, un po’ minacciosi, un po’ tragici, metropolitani e selvaggi. Humanitas con i suoi profili stilizzati, icastici e perturbanti, continua a declinare quel rapporto tra uno e molteplice che in Marchetti diventa cifra di una poetica, oltre che segno di una passione per la varietas del mondo.
Nell’opera (il lavoro è di cm 200 x 150) la gamma dei rossi chiassosi orchestra la composizione e conferisce al lavoro potenza, facendo vibrare la carica di un etos collettivo e profondo.