Sala armi e guerrieri

Armi e guerrieri del mondo antico

La mostra permanente “Armi e guerrieri nel mondo antico”Galleria Franco Posa, organizzata dalla Fondazione Genti d’Abruzzo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, é articolata in 7 sezioni, cronologicamente ordinate, poste lungo la galleria al I piano dell’antico “Bagno Borbonico”.

All’interno delle vetrine sono esposti un centinaio di reperti, originali e riproduzioni, provenienti per la quasi totalità dalla raccolta del dr. Franco Posa, armi da offesa e armature da difesa, didatticamente corredate da pannelli ricchi di foto e disegni e da immagini in gigantografie, utili a contestualizzare visivamente il periodo di riferimento.

Lungo il percorso si apre una “sala del tempo”, suggestivo spazio didattico vivacemente colorato, arredato con specchi e tende, magicamente illuminato, pieno di elmi, corazze e cinturoni di guerrieri italici, che i ragazzi delle scuole possono indossare, guidati dagli operatori museali in coinvolgenti attività sperimentali di laboratorio.

Nel primo modulo espositivo, composto da tre vetrine, si inizia dall’età del rame (fine IV-III millennio a.C.), cui risalgono le prime tracce archeologiche dell’esistenza della guerra nel modo antico ed in cui vediamo i primi guerrieri difendere i propri territori di caccia, per poi passare all’età del Bronzo, con l’uso del carro e l’introduzione del cavallo domestico.

La conflittualità diffusa in questo periodo rende ragione della capillare presenza di insediamenti d’altura, tra i quali si colloca l’abitato di Colle del Telegrafo a Pescara.

Si giunge nella seconda sezione all’età del Ferro (inizio I millennio a.C.), con la nascita delle città e di veri e propri eserciti. Durante l’età orientalizzante (VIII – VII sec. a. C.) si afferma, soprattutto in Grecia, il modo di combattere che verrà poi preso a modello in tutto il bacino del Mediterraneo: la famosa tattica oplitica.

A questa fase risale anche la tomba n. 302 della Necropoli di Fossa (L’Aquila), ricostruita scenograficamente all’interno del percorso espositivo. E’ la deposizione di un individuo maschile di età adulta con il suo corredo funerario. Un tipo di armamento difensivo molto diffuso in Abruzzo durante l’età arcaica, al punto da diventare quasi un simbolo, é quello costituito dalle corazze circolari in lamina di bronzo che, posizionate sul torace e sulla schiena, servivano a proteggere la regione cardiaca.

Nell’età compresa tra il IV sec. a.C. e gli inizi dell’età imperiale romana l’armamentario difensivo si é venuto via via sempre più specializzando e la guerra é diventata ormai lunga, complessa, articolata su più scontri con assedi, ritirate, problemi di vettovagliamento e di reclutamento. L’esercito dell’età romana si può ormai definire professionale e contribuisce senza dubbio alla conservazione e alla diffusione della civiltà romana.

Il percorso si conclude con l’età altomedievale (VII sec.d.C.) con l’arrivo dei guerrieri nomadi. Imponente la ricostruzione dell’armatura completa di guerriero longobardo, con elmo, corazza, cinturone, scudo ed armi.

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