“Cocci: la mia raccolta”

27 Giu

“COCCI: LA MIA RACCOLTA”

frammenti di emozioni, azzardi di colore e poesia

LORENA ULPIANI AL MUSEO DELLE GENTI D’ABRUZZO

ย โ€œCercamiโ€ฆ dove la forma materializza il vuoto. Dove la mente non puรฒ osare. Nelle veritร  delle galassie, nei rossi e nei gialli dei meteoriti che sfiorano le paure. Nei bianchi della notte, nel gelo degli azzurri, nel misticismo dei viola che non conoscono dolore. Dove il nero lascia orme casuali nel nulla della trasparenza. E le particelle tornano sogno, restituendoti alla realtร  della materiaโ€.ย 

Eโ€™ un invito allโ€™intuizione, alla forza dellโ€™emozione quello che Lorena Ulpiani, pittrice, giornalista e poeta, rivolge al pubblico dello Spazio arte del Museo delle Genti dโ€™Abruzzo, dal 2 al 17 luglio, con la mostra โ€œCocci: la mia raccoltaโ€, curata dal collezionista Pierluigi Gentilini. 

Un percorso tra pittura, poesia e vita che dal quotidiano trae forza per avventurarsi in dimensioni che sfuggono alla razionalitร , sfiorando lโ€™essenza. A dieci anni dalla prima mostra, lโ€™autrice conduce il visitatore in quel non luogo che le รจ proprio. 

Oltre 30 lavori nei quali perdersi e ritrovarsi, specchiarsi, infrangendosi su rive primordiali anticipatrici di futuro. Sono olii, disegni e qualche affresco che pur radicandosi nellโ€™astrattismo europeo del โ€˜900, si connettono piรน o meno timidamente a cromie latine, a gestualitร  statunitensi, fino a spazialitร  asiatiche. Contaminazioni maturate in corrispondenze e laboratori con maestri da Seul a Cittร  del Messico.

Le emozioni che vibrano nelle sue opere vanno dal silenzio del Grande Nord (Quebec), dove la pittrice ha lavorato per il popolo nativo dei Cree, a quello del Tibet, alla drammaticitร  caotica della New York del โ€œGround Zeroโ€: opposti che si confrontano in โ€œframmenti di emozioniโ€, non a caso sottotitolo allโ€™esposizione. 

Profonditร  che recano echi di grandi amori come le locomotive a vapore, il jazz e la fisica quantistica. โ€œLโ€™incertezza in cui siamo immersi, la nostra precarietร , sospesa sullโ€™abisso dellโ€™immensitร  di ciรฒ che non sappiamo, non rende la vita insensata: la rende preziosa – sottolinea la pittrice, usando le parole di Carlo Rovelli (da La realtร  non รจ come ci appare, ndr) – Cโ€™รจ un momento in cui, ciascuno raccoglie i propri โ€œcocciโ€: sono trasformazioni, sono crepe dalle quali entra la luce, citando Leonard Cohen; o possono essere la bellezza della tecnica Kintsugiโ€. 

โ€œCocci, non รจ unโ€™antologica – aggiunge il curatore, Pierluigi Gentilini, scherzando sul titolo, volutamente ironico – la mostra รจ un viaggio emozionale nei passaggi che hanno inciso i nervi del vivere, anche sociale, diventato colore e parolaโ€. 

Sono parte del progetto anche due installazioni e una serie di โ€œappuntiโ€ su piccole tavolette.ย 

Lorena Ulpiani: la biografia

Lorena Ulpiani nasce a Montefiore dellโ€™Aso (Ap) il 9 agosto 1959; cresciuta in un paese della costa marchigiana, a Cupramarittima, negli anni โ€™80 si trasferisce a Padova, dove risiede tuttora (Albignasego). Figlia di una pittrice, studia lettere con indirizzo artistico, laureandosi allโ€™Universitร  di Verona. Giornalista professionista, lavora come cronista per oltre 20 anni ma non abbandona mai i colori.

Amante di locomotive a vapore, pubblica testi storici e si appassiona a itinerari fuori dai circuiti turistici, dai Paesi dellโ€™Est, alla Grecia dellโ€™entroterra, a certa lunaritร  del Portogallo.

Il suo interesse per i diritti umani, negli anni โ€™90, la porta a lavorare per i Cree, autoctoni del Nord del Quebec: poche perline e molta finanza. Affascinata dal linguaggio geometrico, nei loro villaggi e sulle loro terre, approfondisce gli aspetti legati al colore. Cosรฌ come li studia in tanta arte sacra, dallโ€™Europa alla Cina, al Tibet, cercando quella luce che รจ pace, meditazione, immersione in una dimensione oltre il visibile.

La pittura resta un dialogo con se stessa fino al 2012, anno della prima personale nella Sala del Caminetto al Miramonti Majestic Grand Hotel di Cortina (Bl), la stessa nella quale รจ stato girato nel 1963 โ€œThe Pink Pantherโ€ con Peter Sellers nei panni del mitico ispettore.

Da allora ha esposto, con personali o in collettiva, da Roma a New York, da Verona a Barcellona, a Vienna, da Vicenza a Mantova, a Parigi, a Mosca. Con unโ€™attenzione speciale a Padova e alle Marche, regione dโ€™origine, ad Ascoli Piceno e Ancona.

Attratta dalla fisica quantistica, nel 2013 inizia un lavoro su colore e materia che due anni dopo sfocia nella fondazione del gruppo di ricerca โ€œ99Quantiโ€. Nel 2016 un infarto la costringe a un periodo di riposo: pubblica la prima raccolta di poesie e nella pittura si affaccia il segno. Dal 2018 riprende a viaggiare: la sperimentazione sugli olii la spinge in Messico e nel Nord Europa. Pittura come metamorfosi continua, opere generate da contrappunti emozionali. Importante in questa fase lo studio condotto sulla pittura di Carla Prina (1911 – 2008), Astrattisti Comaschi, alla quale ha dedicato un dialogo astratto nella personale del 2019. Cโ€™รจ un filo unisce il geometrico di ieri, rigoroso solo in apparenza, al dissolversi delle forme. Percorso nel quale trovano forza anche la pratica dellโ€™affresco e lโ€™amore per i segreti alchemici della pittura.

Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche, in Italia e allโ€™estero.


LOCANDINA MUSEO PESCARA CON LOGHI OK 3

“COCCI: LA MIA RACCOLTA”

frammenti di emozioni, azzardi di colore e poesia

LORENA ULPIANI AL MUSEO DELLE GENTI D’ABRUZZO

Dal 2 al 17 luglio, in mostra una trentina di opere e due installazioni 

Inaugurazione sabato 2 luglio, dalle 19.30 – presente la pittrice 

a cura di Pierluigi Gentilini

Spazio arte, via delle Caserme 24 – PESCARA 

apertura: dal martedรฌ al venerdรฌ dalle 10 alle 14; sabato dalle 18 alle 21 

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Il Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara, articolato in 13 grandi sale espositive, traccia la storia dell'uomo in Abruzzo dal suo primo apparire come cacciatore paleolitico fino alla rivoluzione industriale ed alla conseguente cesura del millenario rapporto e adattamento economico e culturale con l'ambiente caratterizzato prevalentemente da montagne.

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