Il MACROMICROCOSMO di Mario Costantini

MACROMICROCOSMO mostra a pescara
17 Apr

Il MACROMICROCOSMO di Mario Costantini al Museo Delle Genti d’Abruzzo di Pescara -Via delle Caserme 24 Inaugurazione il 20 aprile alle ore 17,00

Il prolifico artista abruzzese Mario Costantini (1946) torna a presentare a Pescara, questa volta al Museo delle Genti d’Abruzzo,  dopo una serie di sculture monumentali, i risultati della sua nuova ricerca, intitolata MACROMICROCOSMO, tutta realizzata con la tecnica della Fiber Art, di cui è certamente uno dei principali esponenti a livello nazionale, accostando opere che raffigurano corpi celesti alla sua nuova produzione tutta incentrata sugli insetti, unendo in questo modo il molto grande e il molto piccolo per sottolineare che micro e macro nel cosmo hanno la stessa importanza per il destino degli esseri umani.

La nuova mostra di Costantini è in primo luogo una critica dell’arte contemporanea tutta concentrata, pur nell’onesta intenzione di sensibilizzare alla tematica ambientale, nella creazione di ambienti artificiali e distopici in cui tutto è pulito e privo di polvere e i colori diafani e sbiaditi come il bianco e nero che sembrano essere diventati la divisa di ogni artista. Rappresentando gli insetti Costantini vuole riportarci alla realtà fatta di natura, di animali a volte fastidiosi e che non sempre amiamo, come sosteneva il filosofo Guido Ceronetti che si schierava loro difesa e con la tecnica della fiber art ci riporta al contatto fisico, a fare con le mani. Come dice il critico Aleardo Rubini nel suo intervento: “Colore, materia e forma si appellano ancora ai sensitivi dell’arte per far scoprire con tattile poesia il pianeta che spesso sfugge ai viventi per l’indifferenza”. Grazie alla fiber art e allo stratagemma della forma di cui parla Antonio Zimarino “si perde il timore per ciò che è sconosciuto, si perde la percezione del disagio, del fastidio, dell’oscuro e si guarda senza più temere: semplicemente qualcosa di altro, di fantastico.”

Superando tutta la retorica ambientalista urbana in cui gli unici animali buoni e a cui sembra dovuto il rispetto e il diritto alla protezione sono quelli domestici o utili alla nutrizione umana, Costantini porta sulla scena gli insetti: grilli, api, vespe, cicale, cavallette, libellule e mosche, molti dei quali ignoti alle giovani generazioni di oggi ma che riempivano invece le nostre scorribande per le campagne e le notti d’estate, sterminati prima dalla diffusione dei fitofarmaci nelle colture e oggi tornati in auge perché possibile soluzione ai problemi alimentari, accendendo un dibattito in cui gli oppositori tornano a fare leva sulla percezione negativa di questi animaletti.

Attento osservatore della natura e del creato Costantini riesce ad accostare le forme degli oggetti celesti e quelle delle ali di cui molti di loro sono dotati, realizzando quelli che la critica Gabriella Anedi definisce nuovi cosmogrammi che, come “attuali codici della creazione, entrano in quella rete dinamica di interferenze e assonanze che caratterizzano la nostra contemporaneità, permettendoci, sul filo della memoria, di proseguire la nostra esplorazione tra le segrete armonie dell’universo… grazie alle medesime curve matematiche come il bifoglio, l’astroide, la caustica riflessiva, a forma di farfalla, la lemniscata… “

Con questi nuovi lavori, Costantini si manifesta artista che sa cogliere lo spirito del tempo ma senza sensazionalismi o colpi ad effetto. Il suo è un lavoro gentile, di grande amore per questi esseri che dobbiamo conoscere e rispettare. “Avvertendo la temporaneità della mia esistenza ho sentito la necessità di tornare a osservare, come nei primi anni della mia vita, insetti e stelle, un mondo che per un bimbo era il nutrimento quotidiano, navigando tra colori e strutture dei vecchi sogni con una sensorialità più riflessiva”.

Il Museo delle Genti d’Abruzzo si trova a Pescara in Via delle Caserme 24. La mostra sarà visitabile dal 20 aprile al 6 maggio 2024.

Biografia

Mario Costantini è nato a Penne (Pe) nel 1946 dove si è diplomato presso il locale Istituto d’Arte sotto la guida di Angelo Colangelo e poi all’Accademia di Belle arti di Roma con Mario Mafai, Marcello Avenali e Lino Bianchi Barriviera. Viene chiamato ad insegnare progettazione “Arte del Tessuto e del Ricamo” all’ Istituto d’Arte Mario dei Fiori di Penne, dove in quegli anni i proff. Di Nicola, Tonelli e D’Addazio avevano avviato l’Arazzeria Pennese un laboratorio che risulterà formativo e di cui diventerà direttore artistico presso la Brioni. Nel 1974 intraprende una ricerca sui tessuti e sul -le ceramiche popolari della propria terra che lo porteranno a pubblicare studi e a realizzare assemblaggi innovativi, quadri e sculture, mediante fili di corda e legnami di quercia, quest’ultimi recuperati nel centro storico di Penne, non come ready-made ma come materia della storia che porta con sé l’aura del tempo che gli valgono l’ingresso nella galleria di Fiber art and di Gabriella Anedi. Dal 1998 inizia una nuova poetica che il critico Antonio Gabarrini chiama “Minimalismo ideogrammatico”. Realizza lavori di ricerca scultorea con visitazioni grafiche e pittoriche di un mondo ancestrale, decorticati dalla genesi contadina, che si collocano significativamente nel presente. Ha tenuto personali a Milano, Pescara, Perpignan, L’Aquila, Crajova, Roma, Pineto, Brindisi. Ha vinto numerosi premi tra i quali: XII Edizione Concorso Nazionale Bige Bugatti (Milano), Prima Biennale Nazionale d’Arte Sacra (Fermo), Third Millennium Premio Terra Moretti (Brescia), VIII Biennale d’Arte Orafa (Borgo San Sepolcro). Ha realizzato scultore monumentali a Erbusco (Bs), Montesilvano (Pe), Regione Abruzzo L’Aquila, Pineto (Te), Carpineto (Pe), Penne (Pe), Venezia.

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Chi siamo

Il Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara, articolato in 13 grandi sale espositive, traccia la storia dell'uomo in Abruzzo dal suo primo apparire come cacciatore paleolitico fino alla rivoluzione industriale ed alla conseguente cesura del millenario rapporto e adattamento economico e culturale con l'ambiente caratterizzato prevalentemente da montagne.

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