“Luce, Colore, Energia”: la mostra di Antonio Perilli al Museo delle Genti d’Abruzzo

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29 Lug

Mostra prorogata fino al 06 Settembre

Dal 4 al 31 agosto 2025 lo Spazio Arte del Museo delle Genti d’Abruzzo ospita la mostra “Luce, Colore, Energia” dell’artista Antonio Perilli, a cura di Andrea Viozzi. Un’esposizione che unisce visione artistica e vibrazione cromatica in un percorso sensoriale e concettuale.

L’opening è previsto per lunedì 4 agosto alle ore 18:00, con un evento speciale arricchito da: Poesie di Antonio D’Angelantonio e Maria Matani Intermezzi musicali del M° Marco Felicioni al flauto, con accompagnamento alle percussioni di Alessandro Felicioni

📍 Dove: Museo delle Genti d’Abruzzo – Spazio Arte Via delle Caserme, 24 – Pescara

📅 Quando: Dal 4 al 31 agosto 2025 Durante l’orario di apertura del museo 🎟 Ingresso libero

Per ulteriori informazioni: 🌐 perilliart.it 📧 info@perilliart.it 📱 Social: @perilliart su Instagram e Facebook

Non perdere l’occasione di immergerti in un’esperienza visiva e poetica che unisce arte, musica e parola in un perfetto equilibrio di luce e colore.

IL BUIO NON ESISTE

Antonio Perilli continua incessantemente la sua sperimentazione sulla luce naturale e artificiale con una energia che si dirama nelle sue opere in maniera ancora più netta e tagliente, come se fossimo vestiti dei suoi valori cromatici, una cascata di colori che prende forma e angolature ardite tipiche di chi ha avuto, come l’artista, una formazione accademica in campo architettonico. Le sue cromie non rivestono, però, soltanto dei semplici elementi formali ma corrispondono a degli equilibri che rimandano a campiture diverse che parlano sulla superficie della tela e che degradano da tonalità calde, come il rosso, l’arancio e il giallo a quelle più fredde come il verde e il blu legati a sentimenti ed emozioni con i quali l’artista cerca di catturare l’istante del tempo, l’archè di un paesaggio e le vibrazioni di un ambiente. Le sue pennellate non sono un semplice pantone mentale che rimanda a classificazioni universali, ma sono agganci di aperture, soglie di ricordi, emozioni di memoria anche di una lunghissima tradizione simbolica e artistica e di cui Perilli si candida ad esserne un autorevole esponente. La sua continua ricerca, che dalle opere su tela giunge alle sculture in plexiglas e alle opere video, sembra venirci incontro invadendoci con la loro energia coinvolgendo lo spettatore nella scelta dei colori che maggiormente soddisfano i propri gusti. Le sue opere appaiono finestre che si aprono su delle stanze che per troppo tempo sono rimaste chiuse, restituendo, in un attimo, forma e consistenza alle cose, permettendoci di ri-conoscere, conoscerlo di nuovo e come nuovo, il nostro mondo e il nostro lo. L’artista sembra voler risarcire quelle pagine di storia dell’arte che spesso, erroneamente, hanno analizzato il colore e la luce soltanto in chiave minimalista e formale, mostrandoci come, invece, rivestano un importante aspetto emotivo, soggettivo e simbolico. Il colore cela, ma al contempo rivela come si evince anche nelle opere di Perilli dove attraverso la luce e le cromie geometriche dei suoi elaborati mostra una parte di sé, del suo essere, delle sue emozioni. Secondo la psicologia dei colori di Max Lüscher (1923), infatti, ogni colore ha un significato universale ed obiettivo e non a caso Kandinskij nelle sue teorie sull’uso dei colori, stabilì un nesso strettissimo tra l’opera d’arte e la dimensione spirituale, affermando che l’anima e l’arte si influenzano a vicenda. Non solo la luce e il colore, ma anche gli elementi grafici del disegno dell’artista abruzzese, secondo il principio della necessità interiore, devono essere analizzati nella purezza propria degli elementi costitutivi e originari della pittura, perché ognuno di essi esprime uno o più suoni interiori, sui quali si fonda la sua ricerca artistica.

Andrea Viozzi

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Chi siamo

Il Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara, articolato in 13 grandi sale espositive, traccia la storia dell'uomo in Abruzzo dal suo primo apparire come cacciatore paleolitico fino alla rivoluzione industriale ed alla conseguente cesura del millenario rapporto e adattamento economico e culturale con l'ambiente caratterizzato prevalentemente da montagne.

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